La scala

 

 

    La scala è una successione di suoni che procedono per grado congiunto i quali si trovano in determinati rapporti di distanza con un suono base che è il punto di partenza e che viene denominato tonica. Quindi la scala è una successione ordinata di suoni (detti anche gradi) nell’ambito di un’ottava, disposti in ordine di toni e semitoni. I gradi sono indicati con un numero romano progressivo da I a VII.

fig.1(a)


 

 

La scala può essere di due tipi: diatonica e cromatica.

 

  Nel sistema musicale la scala basilare è la scala diatonica, formata di toni e semitoni all’interno di un intervallo di ottava.

  La scala diatonica può essere di due specie (modi): maggiore e minore e può svolgersi sia in senso ascendente che discendente:

fig.1(b)

 

La scala cromatica è costituita dalla successione di tutti i 12 semitoni contenuti nell’ottava.

fig.1(c)

 

 

La scala “modo maggiore”

 

  La scala di “modo maggiore” è costituita da 5 toni e 2 semitoni disposti come in fig.1(a) fig.1(d).

fig.1(d)

 

.

 

   Analizzando la distanza tra i vari suoni, cioè degli intervalli che intercorrono tra loro, come in fig.1(a),  possiamo ricavarci questa formula: ( T-T-ST-T-T-T-ST), che ci consente di costruirci le scale maggiori. Se applico questa formula  a partire da una qualsiasi altra nota  otterrò la relativa scala maggiore. 

Facciamo un esempio partendo dalla nota RE  ricavandoci la relativa scala maggiore fig.2.

fig.2

 

 

 

IL I grado è appunto il RE.

IL  II grado dovrà trovarsi a distanza di un tono dal primo grado.Il tono è formato da due semitoni,quindi  contando due semitoni a partire dal RE, avrò RE#, MI, quindi il secondo grado della scala sarà il MI.

Andiamo a ricavarci il III grado che disterà ancora di un tono dal grado precedente, quindi contando due semitoni partendo dal MI, ( FA e FA#) otterrò il FA#.

IL IV grado si troverà ad un semitono di distanza dal III, seguendo la formuletta, quindi eravamo arrivati al FA#, conto un semitono ed avrò il SOL.

IL V grado sarà ad un tono dal precedente, quindi (SOL#, LA) ed il LA è il quinto grado della scala.

IL VI grado sarà ancora ad un tono dal precedentequindi (LA#, SI), avremo il SI.

IL VII grado ad un tono dal precedente, (partendo dal SI avremo DO, DO#) quindi il DO# sarà il settimo grado.

Infine l’VIII grado dovrà essere ad un semitono dal VII, quindi dal DO#, contando un semitono avrò il RE.

Sarà molto utile costruire  le altre scale scrivendole sul pentagramma.

 

 

Gradi delle scale e loro denominazione

 

 

Come detto sopra i suoni che compongono la scala si chiamano gradi e vengono altresì chiamati:

 

Il I grado : Tonica, è la nota base della scala  ed è il grado che esercita più di tutti attrazione sugli altri i quali hanno una tendenza di moto verso di esso.

IL II grado : Sopratonica.

IL III grado : Modale Mediante. Modale perché da esso dipende l’individuazione del modo maggiore o minore.Mediante perché è il suono intermedio della triade che si costituisce sul I grado.

IL IV grado : Sottodominante.

IL V grado : Dominante, per il suo frequente impiego nelle melodie e per la sua posizione centrale, dalla quale può dominare gli altri gradi.

IL VI grado : Sopradominante.

IL VII grado : Sensibile, per la sua tendenza a risolvere sulla tonica. Quando questo grado non dista un semitono dalla tonica ( come nella scala minore naturale), prende il nome di sottotonica.

 

 

La scala di “modo minore”.

 

 

Caratteristica della scala minore è la prima 3ª che è sempre minore, mentre gli altri due intervalli , 6ª e 7ª, variano a seconda del tipo di scala minore che viene considerato.

La scala minore può essere di diversi tipi:

 

Scala minore naturale.

 

La scala minore naturale ha la 3ª, la 6ª e la 7ª sempre minori, sia in senso ascendente che discendente. Questa scala non presenta la sensibile. La successione di toni e semitoni è: T-ST-T-T-ST-T-T

 

 

 

Scala minore melodica.

 

La scala minore melodica ha la 3ª sempre minore, sia in senso ascendente che discendente, la 6ª e la 7ª, invece, sono maggiori nel salire e minori nello scendere. Questa caratteristica nasce dall’esigenza di superare gli inconvenienti della scala minore naturale  (mancanza di sensibile e quindi del carattere conclusivo della successione 7º e 8º grado) e della scala armonica ( poca metodicità dell’intervallo di 2ª eccedente esistente tra il 6º e 7º grado). A tale inconveniente si è ovviato innalzando di un semitono sia il 6º che il 7º grado nella successione ascendente, in quella discendente tali gradi vengono restituiti all’impianto tonale. La successione di toni e semitoni è in senso ascendente: T-ST-T-T-T-T-ST in senso discendente: T-T-ST-T-T-ST-T

 

 

 

Scala minore armonica.

 

La scala minore armonica ha la 3ª minore, la 6ª minore e la  7ª maggiore tanto nel salire quanto nello scendere.

La scala minore armonica presenta quindi tra il 6º ed il 7º grado una distanza di un tono e mezzo. Tale intervallo equivalente ad una 2ª eccedente è poco melodico e costituisce la caratteristica di questa scala. La successione di toni e semitoni è: T-ST-T-T-ST-T½ -ST

 

 

 

Ulteriori informazioni consulta: Appunti di Armonia 1

 

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