Canone nella musica

      La più rigorosa delle forme contrappuntistiche. L’esempio più semplice di canone, comprensibile per chiunque, è la famosa canzone Fra’Martino, che si canta a più voci ognuna delle quali esegue la medesima linea musicale, ma sfasata rispetto alle altre. Le voci si inseguono quindi tra loro. È la forma “conveniente ”per eccellenza, dato che da una singola linea se ne possono eseguire altre senza doverle scrivere (molti dei celebri canoni di Bach sono scritti su un solo pentagramma).

 

      Il canone può essere classificato in base

  • al numero delle voci,
  • all’intervallo al quale ciascuna imitazione successiva è trasposta rispetto all’antecedente,
  • al fatto che le voci siano inverse, retrograde o inverse e retrograde insieme;
  • la distanza temporale tra ciascuna voce e
  • il fatto che gli intervalli della seconda voce coincidano con quelli della prima o vengano modificati per obbedire alle esigenze della scala diatonica;
  • infine l’eventuale differenza nel valore delle note tra l’antecedente e le sue imitazioni successive. Nella pratica dell’arte musicale i compositori hanno spesso impiegato anche più di uno dei metodi suddetti simultaneamente.

Tipi di canone 

  •  Un canone dove la melodia è seguita da una voce di contrappunto è detto a due voci. Se le voci complessive sono n, canone viene similmente chiamato canone a n voci. Tale terminologia può essere utilizzata in combinazione con una relativa ad altre caratteristiche del canone.
  • In un canone ad intervallo la voce conseguente imita la voce guida (antecedente). Un intervallo preciso, diverso dall’ottava o unisono (esempio: canone alla seconda, quinta, settima, etc.). Se la conseguente imita l’antecedente secondo il preciso intervallo assegnato, si parla di canone esatto; se l’imitazione segue l’intervallo (ad es: terza) ma non la qualità (maggiore/minore), si parla di canone diatonico.
  • Un canone inverso (detto anche canone per moto contrario) fa muovere la voce conseguente in moto contrario rispetto alla voce antecedente. Ad esempio, se quest’ultima sale di una quinta, la conseguente scende di quinta, e viceversa. Una sottovariante del canone inverso, “a specchio”, mantiene esattamente gli intervalli: una sesta maggiore resterà una sesta maggiore, e non potrà diventare minore. 
  • In un canone retrogrado, noto anche come cancrizzante, la voce conseguente inizia dall’ultima nota della voce antecedente. Poi prosegue all’indietro, terminando con la voce iniziale (do, mi, sol-sol, mi, do).
  • Il tipo più familiare di canone è probabilmente quello perpetuo/infinito, detto anche canone circolare. Esso, quando ogni voce del canone arriva al termine, può ricominciare dall’inizio, in una specie di moto perpetuo. Un esempio di canone perpetuo nella musica popolare è dato da  Fra’ Martino.

      Esistono anche altri tipi di canone come quello a spirale, il canone accompagnato e il canone doppio o triplo.

                                                                    Canone cancrizzante o retrogrado

                                                                                Canone di J. S. Bach

Canone di Pachelbel

      Si tratta di una composizione musicale in forma di canone per tre violini e basso continuo attribuita al musicista tedesco Johann Pachelbel. Essa è arrivata  fino a noi attraverso un manoscritto del XIX secolo, nel quale è seguito da una giga in 12/8, sempre per il stesso  organico. La datazione suggerita da alcuni studiosi (tra il 1680 e il 1706) è una mera congettura basata sullo stile musicale.

     L’arrangiamento orchestrale registrato nel 1968 dalla celebre orchestra da camera Jean-François Paillard ebbe uno straordinario successo popolare. Nei decenni successivi, il brano fu registrato da molti altri gruppi, eseguito in concerti ed utilizzato come colonna sonora. La progressione di basso su cui si basa la serie di variazioni che costituisce il brano è stata utilizzata ampiamente nell’ambito della canzone pop.

Struttura :

                                                           La sezione del basso ostinato del Canone di Pachelbel

      Questa linea di basso viene ripetuta in tutto ventotto volte. Gli accordi di tale sequenza sono: Re maggiore (tonica), La maggiore (dominante), Si minore (tonica parallela), Fa Diesis minore (dominante parallela), Sol maggiore (sottodominante), Re maggiore (tonica), Sol maggiore (sottodominante), La maggiore (dominante)

                                                                    Struttura di apertura del Canone di Pachelbel

      Qui sopra sono riportate le prime nove misure del Canone. I violini eseguono il canone a tre voci sopra la linea del basso che provvede a garantire la struttura armonica. I colori evidenziano le variazioni individuali e il tempo di entrata degli strumenti.

      Il Canone di Pachelbel rappresenta uno dei modelli  più importanti di crossover in campo musicale ( crossover è un termine usato per descrivere materiale preso in prestito da più generi differenti, e la cui popolarità supera i confini convenzionali della musica e dei suoi stili ).

      A partire dagli anni settanta il Canone di Pachelbel è  passato dall’essere un’opera poco conosciuta della musica barocca al diventare un fattore  culturale globalmente  noto. Il Canone è stato infatti oggetto di numerosi riedizioni e adattamenti in chiave pop o rock: alcuni si rifacevano nell’orchestrazione e nel rispetto della partitura, al modello originale, altri invece hanno avuto il carattere tuttavia  di vera e propria sperimentazione musicale, con l’uso di strumenti autenticamente  usati per altri generi musicali, come ad esempio la chitarra elettrica.I

     Il video del Canone in Re Maggiore eseguito con strumenti originali dall’Ensemble di Musica Antica di San Francisco Voices of Music con Katherine Kyme, Carla Moore & Cynthia Freivogel, al violino barocco; Tanya Tomkins, violoncello barocco, Hanneke van Proosdij, organo barocco e David Tayler, tromba.

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