Composizioni al pianoforte

 

       Vento

 

 

 

     Vento è una composizione per pianoforte che nasce in maniera istintiva, per raccontare e suscitare emozioni. È una prima versione di questo brano; credo che le varie fasi di realizzazione di una composizione sino ad arrivare alla versione definitiva (che poi definitiva non lo è mai perché il brano si evolve sempre) contengano spesso qualcosa di affascinante, di attraente. Mi piace mostrarvi queste prime “bozze” con le quali da una parte si rinuncia ad un esecuzione più compiuta ed impeccabile, da un’altra però la spensierata esecuzione di questi primi “schizzi”, racchiude in alcuni fraseggio espressività che alle volte mi riesce anche difficile replicare con la stessa intensità ed articolazione. Buon ascolto!

 

    Un giorno che verrà

 

 

 

 

      Penso a un giorno che verrà e tra vortici di luce ogni raggio di sole mi ravviverà.

     Se potessi volare, camminare in aria, con un salto coprirei lo spazio che ci separa. E se potessi dipingere il futuro userei un colore, la speranza, quella di una vita migliore.

     

    Dreams

 

 

 

 

      Lei è nata da poco, si chiama Dreams, ha appena quattro giorni. È ispirata ai momenti preziosi, ai sentimenti forti che anche se mutano nel tempo, restano e si annidano in un piccolo posto del nostro cuore, come la speranza e i nostri sogni più belli che dobbiamo sempre tenere accesi … perché solo chi sogna può volare … Buon ascolto e fatemi sapere che ne pensate ?

 

    Simply Love

 

 

         Oggi vorrei condividere con voi una breve versione di questo brano composto qualche anno fa e di cui potete trovare un arrangiamento sul mio canale you tube in stile latino con il titolo “Andy Lucia “.
Oggi lo sento in modo completamente diverso, più intimo e romantico e con un tempo più lento , ma credo che forse troverà la sua espressione definitiva e renderà meglio se sarà cantato. Il titolo che ho dato a questa nuova versione é: Simply Love.
Buon ascolto e ci ritroviamo nei commenti per sapere che ne pensate ??

 

 

    Pensieri smarriti

 

 

 

       Qualche tempo fa ascoltando delle mie vecchie registrazioni, ho riscoperto un brano di cui avevo peso memoria, nella versione originaria lo cantavo accompagnandomi alla chitarra; riascoltandolo è come se avessi rivisto una vecchia fotografia che mi ha portato indietro nel tempo rivedendo immagini e situazioni sempre più sbiadite. All’epoca, avevo una trentina d’anni, vivevo da solo in una casa di campagna ed all’inizio non fu facile ambientarmi in un contesto così diverso da quello cittadino, che però con il tempo imparai ad amare. Alla depressione e allo sconforto iniziale descritte nelle malinconiche e nostalgiche frasi iniziali del brano, seguono linee melodiche semplici e limpide che evocano il sorgere in me di un sentimento di sfida verso la vita, la voglia di riscatto e la promessa di realizzazioni future. Ed ora a distanza di anni, comprendo come i periodi più significativi della vita siano proprio quelli. Buon ascolto.

 

    Respiro d’amore

 

 

 

       Ti bacerò ancora e sceglierei un giorno di pioggia con il viso bagnato, nascoste le lacrime amare e sincere per la gioia di averti accanto, di paura per l’ignoto e lacrime dolci per averti ritrovato.

       Ti bacerò ancora in un infinito istante sospeso nel vuoto di un abisso di assordanti silenzi che urlano la disperata voglia di riabbracciarti ora, fermando il tempo con te.

 

    Un fiore tra gli abissi

 

 

 

         Mi rimarrà il ricordo di questo desolato paese affacciato sul mare, lo stesso mare che vedo annerirsi nella sera; mi rimarrà il ricordo di una passeggiata al tramonto sulla spiaggia, tra distese immense di conchiglie disseccate, rimaste li, luminose e fragili che si sgretolano a sfiorarle perché dentro non c’è più la vita.
La passeggiata è, letteralmente, deserta: nessuno sui ciottoli rossi della spiaggia, nessuno in mare, nessuno sui viali del lungomare che furono percorsi da ombrellini vezzosi e dove suonarono tacitate orchestrine.
Nessuno sul molo contornato da spirali di panchine blu, e nessuno, nessuno, nessuno, solo il silenzio, la risacca dell’onda, i soliti gabbiani;
ed io, sempre più sperduto, sempre più inabile alla decifrazione delle cose e tuttavia grato al loro apparire e scomparire, come fossi al passo dallo scoprire il segreto che mi negano

 

    Domani ancora …

 

 

 

        Quando crei un brano arriva sempre quel momento,quei 5 secondi o anche meno, quel passaggio che ami talmente tanto che quando ti riascolti è pura emozione sempre. Bastano pochi secondi per la felicità.
Ho intitolato questo brano “Domani ancora…”

 

     Fragile

 

 

 

       Oggi ve lo ripropongo in una versione non ancora matura ma direi quasi da “adolescente”. L’ho intitolato “Fragile “ispirato dalla tenue e delicata melodia della sezione centrale caratterizzata da zone di dolce e fluente contabilità, quasi come se ci fosse un desiderio di canto, ma di un canto malinconico e fragile intriso di un lirismo intimo, velato di delusione e ripiegamento che non vuole nascondersi bensì lentamente affiorare in superficie come un gracile fiorellino appena spuntato. E magari trarre spunto da questa immagine per fare una riflessione: in un’ epoca come quella in cui viviamo, infarcita di materialismo e narcisismo, in cui ogni insufficienza, debolezza o fragilità è bandita, comprendere che sono proprio le nostre fragilità che possono metterci in salvo contribuendo a renderci unici ed originali. Buon ascolto.

 

    And then I saw his eyes…

 

 

 

      Those eyes that among milions of people rest on us and only on us if to say “I choose to look at you among all”

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