Gli abbellimenti musicali

         In musica, come nelle arti della figura, un ornamento è qualcosa che viene aggiunto a scopo decorativo al corpo principale dell’opera. Nella musica d’arte le varie note ornamentali sono composte coscientemente e chiaramente indicate nella notazione. Gli ornamenti musicali di impiego più comune sono: l’appoggiatura, l’acciaccatura, il mordente (superiore e inferiore), il gruppetto, e il trilloLe altre tipologie ornamentali che troviamo nei brani sono: il tremolo, l’arpeggio, il glissando, la cadenza, e  la fioritura. Sono simboli che si pongono sopra le note per abbellire il discorso musicale creando passaggi musicali caratteristici. Gli abbellimenti (detti anche ornamenti, fioriture) sono costituiti dall’inserimento nella linea melodica di una o più note la cui funzione non sia strutturale bensì ornamentale e/o espressiva.Sono per lo più indicati mediante note più piccole rispetto a quelle facenti parte di un brano o ponendo dei simboli sopra la nota reale alla quale si appoggiano. L’interpretazione degli abbellimenti presenta difficoltà di comprensione dei simboli, il cui significato può variare in relazione alle varie epoche e ai diversi autori, nonché di ordine estetico, in quanto lasciano sempre all’esecutore un certo margine di discrezionalità.                                                                                                                                                                                                                       

      Qualsivoglia significato dei segni di abbellimento non ha mai valore assoluto, ma corrisponde grosso modo alle convenzioni. Oggi prevalentemente usate nelle edizioni musicali, convenzioni che si sono stabilizzate nella seconda metà del XVIII secolo e nelle epoche successive. L’esecuzione di ciascun abbellimento, anche a causa della loro varietà e dell’associazione a uno o all’altro strumento musicale. È dunque affidata alla competenza e alla sensibilità dell’interprete e non può essere solo il risultato di una traduzione meccanica.

      Appoggiatura     

        Appoggiatura : Viene rappresentata come una nota di piccole dimensioni unita alla nota reale con una legatura di frase.

        L’appoggiatura sottrae alla nota reale il valore della figura che rappresenta,iniziando sul tempo forte della battuta e trovando la sua risoluzione sul tempo debole della battuta, dove viene eseguita la nota soggetta all’abbellimento.

       Essa può essere più acuta o più grave della nota reale. Quando la legatura è più alta, si porre ad un intervallo di seconda dalla nota reale. Mentre quando è più bassa, si trova sempre ad un semitono diatonico dalla nota abbellita.

      Quando ci troviamo in presenza di una nota puntata, l’appoggiatura sottrae alla nota reale i due terzi del suo valore.

        Va comunque ricordato che la scelta della durata delle note del mordente o dell’acciaccatura (nel caso sopra i trentaduesimi) dipende molto dalla velocità d’esecuzione del brano.

        Nei pezzi molto lenti si può arrivare a usare i 64esimi. Nei pezzi molto veloci anche una terzina di sedicesimi o addirittura di ottavi può risultare efficace.   

Ulteriori informazioni consulta  Appoggiatura

      Acciaccatura

         L’acciaccatura si trova ad un intervallo di seconda dalla nota reale e tale distanza può essere più ampia in un solo caso, quando l’acciaccatura precede un accordo. 

        Può succedere che il mordente presenti delle alterazioni (diesis,  bemolle , bequadro, etc…),  in tal caso bisogna segnalarlo nei seguenti modi :

Ulteriori informazioni consulta Acciaccatura       

     Trillo                                          

        Trillo : Viene rappresentato con la dicitura “tr.” O “trill.” Seguita da una lineetta che percorre tutta la durata della nota e può anche protrarsi per più battute.

      Il trillo è un abbellimento che la sua esecuzione è molto variabile, qui sono varie possibilità d’esecuzione: come per il mordente se il brano è molto lento si opterà per i trentaduesimi o i sessantaquattresimi mentre se è molto veloce possono bastare i sedicesimi.  

       Il trillo consiste in un rapido e continuo scambio fra la nota abbellita (detta nota reale) e la sua ausiliaria superiore.La velocità dei suddetti scambi non è quantificabile e ogni esemplificazione con equivalenze di durata ha una validità puramente illustrativa, questo perché la velocità degli scambi può variare in base all’agogica del testo e alla natura dello strumento adoperato.

        Moltissimi esecutori accentano la prima nota del trillo facendola durare il doppio o il quadruplo della durata delle note del trillo. Si tratta di scelte in certi casi personali e in certi casi dettati dall’estetica.

        Occorre infine ricordare che in certi casi il trillo parte dalla nota sussidiaria e non da quella principale: in questo caso trillo sarà discendente.

        Come per il mordente, anche il trillo utilizza note che possono distare di un tono o di un semitono. Nei casi dubbi si pone sopra il simbolo del trillo di alterazione per specificare la nota sussidiaria.

        Da ricordare infine che in certi casi il trillo prima di risolversi sulla nota che segue, utilizza delle note di passaggio che solitamente si esegue con una durata inferiore a quelle del trillo     

Esistono diverse tipologie di trilli ed esse sono :

      Trillo diretto

       Esso inizia sulla nota reale e termina sulla nota abbellita.

     Trillo rovesciato (indiretto)

      L’abbellimento inizia sulla nota ausiliaria superiore anziché sulla nota reale, questo fenomeno è segnalato ponendo una nota scritta come una acciaccatura prima della nota reale.

     Trillo preparato

      Consiste in un trillo diretto preceduto da un’acciaccatura di più note.

     Trillo preparato con chiusura

       Consiste in un trillo diretto, preceduto e seguito da un’acciaccatura di più note. L’acciaccatura che precede il trillo ha una funzione preparatoria (volendo anche per rovesciare il trillo). Mentre l’acciaccatura posta dopo il trillo ha una funzione di risoluzione, in modo da concludere il trillo in perfetta coincidenza con la nota a seguire.

      Trillo su una nota puntata

       Quando la nota abbellita possiede il punto di valore, l’ultima nota del trillo deve avere una durata pari al valore del punto.

     Trillo su una nota legata

       Adopera lo stesso principio della nota puntata.

     Trillo con alterazione

      I trilli possono anche possedere delle alterazioni, Esse vengono segnalate sopra la dicitura “tr.”dell’abbellimento.

      Trillo di fine periodo

      È un trillo posto su la parte conclusiva di una battuta e risolve sulla nota della battuta a seguire. Può anche capitare che la risoluzione (o conclusione) del trillo sia obbligatoria anche se non è segnalata.

     Altri tipi di trilli

      Trillo misurato: è misurato con gruppi di note a seconda dell’andamento del brano che presenta figure ritmiche prestabilite;

       Trillo libero: in tutta la durata del trillo è possibile effettuare variazioni sulle stesso sia di velocità, che di intensità di suono che di interpretazione.

      Gruppetto 

         Il gruppetto è un abbellimento che alterna alla nota reale la sua nota superiore e inferiore. Se viene eseguita prima la nota superiore il gruppetto è detto dritto o diretto, viceversa se viene eseguita prima la nota inferiore il gruppetto è detto rovesciato. Il gruppetto può partire dalla nota reale o dalle note contigue, consistendo nei due casi rispettivamente di cinque o quattro note.

  Il gruppetto può essere:

  • su una singola nota
  • tra due note di differente altezza: si esegue come parte del valore della prima nota, e lo si può sviluppare come quartina o come quintina;
  • tra due note di stessa altezza: si generalmente esegue come una terzina o, fondendo la nota fondamentale e quelle dell’abbellimento, in una quartina;
  • su una nota puntata;

In base al ritmo, il gruppetto può avere le seguenti caratterizzazioni:

  • su una nota puntata: si esegue come una quartina se è sulla nota reale;
  • con ritmo binario su una nota puntata : si esegue in genere come una terzina e sul punto cade la nota reale;
  • su una nota puntata o legata che indica l’unità di un tempo nelle misure ternarie o di tempo composto: si esegue al posto del punto o della nota legata;
  • in un ritmo sincopato: si esegue sul tempo forte;
  • su una nota il cui abbellimento inizia con una nota della stessa altezza della nota reale: si esegue con la nota reale al fine di non interrompere l’andamento della melodia, l’abbellimento è quindi di cinque note;
  • nei tempi veloci: è in genere una quartina o una quintina che occupa tutto il valore della nota ornata;
  • in un accordo: si esegue insieme all’accordo.

Consigli per suonare il gruppetto

′ È in una scuola sbagliata affrettare gruppetti e altri aggremens; il modo migliore per concepirli bene è cantarli prima di suonarli; la voce umana è il più bello degli strumenti, quindi bisogna averla riferita per tutti i passaggi che cantano. Voi che volate diventare grandi strumentisti, applicatevi ad imitare i cantanti giusti: Garat, Crescentini, M. Pasta e Mr. Malibran mi ha dato più lezioni di pianoforte di nessun pianista.”

(F.W.Kalkbrenner – ′′ Metodo per imparare il pianoforte con la guida-mani “, 1831)

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