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 Metodo di studio

Lettura: guardare il testo prima di dare sfogo alla fretta di suonarlo. La lettura è molto legata alla memoria a brevissimo termine. Analizzare il testo a seconda delle possibilità e delle conoscenze dell’allievo. Metodo Leimer  prima di mettere le mani sul pf bisogna immaginarsi il brano; per la memoria bisogna saperlo riscrivere a memoria addirittura prima di suonarlo (può essere molto utile per un adulto, ma difficile per un bambino, per il quale sarebbe magari più adatto cantarlo, saperlo riprodurre con la voce). Il momento migliore per imparare a memoria è il più presto possibile.

Diteggiatura: essere inconsapevoli della diteggiatura che si usa rallenta la giusta lettura del brano. Le diteggiature dovrebbero essere dettate da due criteri molto semplici:
1- rispetto dei segni di articolazione;
2- stabilità della mano (tutti i passaggi del pollice di troppo sono inutili, come anche restringimenti o eccessive dilatazioni che destabilizzano la mano). [Chopin impostava la mano sulla scala di SI] La II legge è subordinata alla I. Ciò che detta legge è la necessità musicale. L’idea del “gruppo di diteggiature” sempre impiegata nelle scale dovrebbe essere sempre presente nello studio di qualsiasi passaggio. Si può studiare con la fermata sulla fine o sull’inizio di ogni gruppo (es. La Tempesta: anche se fisiologicamente sarebbe più logico utilizzare tutte le dita, per esigenze di articolazione (la legatura a 2 a 2) sarebbe meglio utilizzare sempre solo 32-32). La teoria di Busoni (vedi decalogo) se studiare la diteggiatura più difficile e solo dopo quella più facile è fine a se stessa. Può essere una ginnastica ma non va oltre questo. –    Ripetizione: è necessaria. Per stimolare la memoria meccanica (che è insicura da sola ma che è quella che fra un mese ci permette di suonare con facilità un passaggio che oggi ci sembra difficilissimo). Cosa ripetere? Avere capacità di sintesi e ripetere tutto, ma l’importante è dividere –> studio a mani separate o voci separate (si educa così meglio l’orecchio).

– Studiare a mani separate è importante ma leggere a mani separate è sbagliato. La lettura pianistica è una lettura polifonica perché comporta la capacità di gestire più voci. Leggendo a mani separate inoltre sfugge il senso armonico.

– Studiare lentamente è importante. Si può fare la stessa considerazione fatta per lo studio a mani separate. Non è necessario studiare tutto lentamente. Bisogna avere il senso dell’analisi e della sintesi e riuscire comunque a ricondurre tutto allo stesso tempo. Tutto dipende poi anche dallo scopo. A proposito della memoria è molto utile suonare un brano tutto lentamente a memoria per svincolarsi dalla memoria meccanica dato che siamo costretti ad una maggiore concentrazione. Il problema viene risolto solo se gradualmente ritorniamo alla velocità finale. Quanto lentamente bisogna studiare? Alla velocità alla quale riusciamo a controllare tutto. Non ci si deve regolare in base alla propria impazienza. Un tempo troppo lento può anche portare a distrarsi. Studiare sempre lentamente inoltre produce pigrizia. Ci si fossilizza in questa abitudine.

– Il metronomo è utile, ma non bisogna abusarne. Quando è il metronomo a portare il tempo siamo molto meno concentrati sul controllo dello stesso.

– Le varianti: sono uno dei modi di ripetere. L’abuso porta ad uno studio inconsapevole e meccanico. Sono più utili per la scioltezza che per l’uguaglianza. Come sempre però è la consapevolezza dell’esercizio che risolve il problema. Le fermate servono ad alleggerire l’eventuale tensione creatasi. Esagerare significa togliersi la responsabilità. Le varianti di tocco: crearsi un “bagaglio” di tocchi possibili avvantaggia l’adattamento alle varie situazioni. Questo vale anche per il pedale.

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