IMPOSTAZIONE DELLE DITA E MANO AL PIANOFORTE

 

Posizionare bene la mano, le dita, il polso, il braccio e tutto il resto del corpo quando si suona il pianoforte è molto importante.

Una corretta impostazione permette di suonare meglio, con più facilità e naturalezza.Inoltre mantenendo la mano ed il braccio rilassati si può suonare il piano di seguito per ore.

Articolare le dita in modo corretto e posizionare la mano ed il polso nel modo migliore garantisce al pianista la possibilità di suonare passaggi tecnicamente molto difficili, di sbagliare molto di meno e di stancarsi al minimo. Molti brani pianistici sono impossibili da suonare se non si imposta nel modo corretto la mano e le dita.

Vediamo insieme qual è la corretta posizione di ogni elemento del corpo umano che concorre all’esecuzione.

Indicazioni generali di impostazione al pianoforte

 

  • SCHIENA DRITTA E RILASSATA
  • COLLO RILASSATO
  • SEDERSI LEGGERMENTE Più AVANTI RISPETTO AL CENTRO DELLO SGABELLO
  • GOMITO ALL’ALTEZZA DELLA TASTIERA
  • PIEDI VICINO I PEDALI A TERRA
  • BRACCIO, AVAMBRACCIO, POLSO E MANO DEVONO TROVARSI SU UNO STESSO ASSE ALL’ALTEZZA DELLA TASTIERA

 

Impostazione della mano e del polso al pianoforte

    La mano e le dita dovrebbero formare una cupola, tutte le dita dovrebbero essere curve, il pollice dovrebbe indicare leggermente in basso e leggermente verso le dita in modo che l’ultima falange sia parallela ad esse.

   Le dita sono leggermente incurvare verso il basso e arrivano ai tasti con un angolo di circa 45 gradi.

   Tenendo le mani sui tasti in posizione per suonare, i gomiti dovrebbero essere leggermente sotto il livello delle mani, all’incirca alla stessa altezza dei tasti.

 

Corretta posizione del pollice della mano al piano

  Il pollice è il dito più importante della mano per l’impostazione pianistica. Esso è il baricentro della mano stessa; pertanto occorre prestare molta attenzione all’esatta impostazione di questo dito. Il pollice che suona in maniera errata,  causa la scorretta posizione dell’intera mano; infatti se il pollice suona con la punta costringe tutta la mano ed il polso ad alzarsi e a perdere la posizione ottimale per il movimento.

  Quindi il pollice deve appoggiarsi lateralmente sul tasto e creare l’esatta posizione della mano. Inoltre l’ultima falange del pollice deve essere leggermente piegata verso l’interno.

 

Articolazione delle dita

 

    Per articolazione delle dita si intende il movimento che le dita compiono per abbassare i tasti dello strumento. Le dita devono essere curve, piegate e nel momento precedente all’abbassamento del tasto devono alzarsi. L’articolazione delle dita può essere paragonata al movimento di un martello nella sua azione. Molto importante è l’esatta posizione dell’ultima falange delle dita. Le dita devono colpire il tasto con la punta e non con la parte interna del polpastrello.

    Le dita non devono trovarsi in posizione rettilinea, dritta; in questo modo non è possibile l’articolazione corretta. Il dito indice non deve piegarsi sull’ultima falange con quest’ultima che va quindi verso l’esterno, causando un innaturale e scorretto movimento del dito stesso. Infine il dito non deve colpire il tasto con la parte interna del polpastrello causando una scarsa articolazione del dito.

 

   La meccanica pianistica è un sistema di leve complesso. È quindi utile osservare come le leggi della fisica determinino il funzionamento della meccanica, e, di conseguenza, la nostra interazione con essa.

Quando abbassiamo un tasto noi diventiamo parte della meccanica pianistica.

   Il punto di arrivo del nostro gesto, tuttavia, non è il fondo corsa del tasto, ma la corda. Idealmente ,quindi, il nostro dito sta imprimendo il “nostro” suono non al tasto, ma alla corda stessa, per il tramite del sistema di leve che ad esse trasmette il movimento tramite il tasto e il martello.

    Ecco, perché , diventando il nostro dito parte di quel sistema, è utile che esso sia il più possibile solidale con le altre leve, e, quindi senza alcuna dispersione di energia.

   Per questo motivo , in generale , ritengo utile mantenere una buona aderenza tra il dito ed il tasto, lavorando con estrema cura al raggiungimento di una ottimale economia dei movimenti.

   Del resto , osservando i grandi pianisti, salta all’occhio come quasi tutti tendano ad essere con le dita già sul tasto prima di premere il tasto.

 

   Andiamo ora ad osservare nello specifico come è costituito questo sistema di leve e snodi:

  • il dito non agisce per sé, ma sempre come ultimo anello di una catena di leve e di movimenti che partono dal busto del pianista, passando per tutti gli snodi che possiamo utilizzare e cioè: spalla, gomito, polso, e le tre falangi di ogni dito.
  • Tutte le leve coinvolte (braccio, avambraccio, mano, e le tre falangi ) sono attive e solidali , nel senso che partecipano al movimento con i rispettivi muscoli, i quali sono in lieve tensione per non lasciare che alcuna leva sia cedevole.

Ulteriori informazioni:  Postura al pianoforte (J.N.Hummel)

 

 

 




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