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Il brano l’ho intitolato “Dolce risveglio” e vuole essere un omaggio alla primavera da poco arrivata.
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Winter
Questa è la mia nuova composizione che ho intitolato “Winter”, dove i ricordi e gli amori del passato riaffiorano nella corsia dei ricordi durante la stagione più introspettiva e riflessiva dell’anno.
This is my new composition that I titled “Winter”, where memories and loves of the past resurface in the memory lane during the most introspective and reflective season of the year.
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Profumo di te
Vorrei condividere con voi questa piccola composizione apparsa spulciando tra i meandri dei file del pc e di cui avevo completamente perso memoria. Spero sia valsa la pena riesumare questo motivetto preservandolo da un sicuro inabissamento nel regno dell’ oblio. Spero vi piaccia con un augurio di buona serata a tutti gli amici.
I would like to share with you this small composition that appeared while sifting through the meanders of the PC files and of which I had completely lost memory. I hope it was worth resurrecting this tune, preserving it from a certain sinking into the realm of oblivion. I hope you like it with a good evening wish to all my friends.
Official Video “Profumo di te.”
A new single release from Antonio Pisacane
Composer Antonio Pisacane
All rights reserved © 2024 Antonio Pisacane
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L’interpretazione è la linfa vitale della musica, senza di essa avremmo esecuzioni che farebbero a gara ad essere il più monotone e identiche possibili – una museificazione dell’opera d’arte che le renderebbe solo molto noiose. Da ascoltatore posso dire che l’inestimabile ricchezza della musica consiste proprio nella diversità di interpretazioni: non c’è ne una uguale a un’altra.
Ma come si fa a riconoscere se un’interpretazione di un brano è completamente illogica, insensata e inattendibile? Quali sono i limiti da non oltrepassare affinché un’opera non sconfini dal plausibile all’inaccettabile? Un autore può fare ciò che vuole della propria opera, rimane sempre il suo autore; un interprete, invece, non è nella stessa condizione di libertà.
Riguardo al tema delle interpretazioni, trovo illuminante, eloquente e concisa la riflessione di Busoni in questo passo straordinario:
“L’esecuzione della musica proviene da quelle libere altezze dalle quali la musica stessa è discesa. Quando essa corre il rischio di divenire terrena, all’esecuzione spetta di risollevarla , aiutandola a ritrovare il suo originario «librarsi». La notazione , la scrittura di pezzi musicali, é in primo luogo un ingegnoso espediente per fissare un’improvvisazione, sì da poterla far rivivere in un secondo tempo. Ma tra questa e quella corre lo stesso rapporto che tra il ritratto e il modello vivo. L’esecuzione deve sciogliere la rigidità dei segni e rimetterli in movimento. Invece i legislatori pretendono che l’esecutore riproduca la rigidità dei segni e considerano la riproduzione tanto più perfetta quanto più si attiene ai segni. Quello che il compositore necessariamente perde della sua ispirazione attraverso i segni, l’esecutore deve ricrearlo attraverso la sua propria intuizione. Per i legislatori, appunto, i segni sono ciò che più importa e sempre più importanza acquistano: la musica nuova viene dedotta dai segni antichi, essi significano la musica stessa. Se dipendesse dai legislatori, lo stesso pezzo dovrebbe essere suonato sempre nell stesso movimento ad ogni esecuzione, poco importa per opera di chi ed in quali circostanze. Ma questo non è possibile; la natura alata ed espansiva del divino fanciullo vi si oppone; essa esige il contrario. Ogni giorno comincia in modo diverso dal precedente e pur sempre con un’aurora. Grandi artisti suonano le loro proprie opere in modo sempre differente, le riplasmano secondo l’ispirazione del momento e affrettano e trattengono i tempi – in un modo che non è possibile fissare sulla carta – e sempre secondo rapporti suggeriti da quella «eterna armonia».
Allora il legislatore si irrita e rimanda il creatore al suo stesso testo. E allo stato attuale della cose si dà ragione al legislatore.
DA “Abbozzo di una nuova estetica della musica”
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Breve introduzione
La canzone The Sound of Silence di Simon and Garfunkel, datata ai primi anni ’60, è un capolavoro musicale che colpisce sia per la sua melodia coinvolgente che per il significato profondo del testo.
Questa canzone affronta il tema dell’incomprensibilità umana, evidenziato sin dal titolo attraverso un poetico ossimoro: “il suono del silenzio”.
The Sound of Silence è una canzone che cattura l’anima dell’incomunicabilità umana e dell’isolamento che spesso ricorriamo.
Tramite metafore evocative e una melodia coinvolgente, Simon and Garfunkel ci invitano a ragionare sulla nostra incapacità di unire effettivamente con gli altri.
Short introduction
The song The Sound of Silence by Simon and Garfunkel, dating back to the early 1960s, is a musical masterpiece that strikes both for its engaging melody and for the profound meaning of the lyrics.This song addresses the theme of human incomprehensibility, highlighted right from the title through a poetic oxymoron: “the sound of silence”.
The Sound of Silence is a song that captures the soul of the human incommunicability and isolation that we often experience.
Through evocative metaphors and an engaging melody, Simon and Garfunkel invite us to think about our inability to truly unite with others
Text
Hello darkness, my old friend
I’ve come to talk with you again
Because a vision softly creeping
Left its seeds while I was sleeping
And the vision that was planted in my brain
Still remains
Within the sound of silenceIn restless dreams I walked alone
Narrow streets of cobblestone‘Neath the halo of a street lamp
I turn my collar to the cold and damp
When my eyes were stabbed by the flash of a neon light
That split the night
And touched the sound of silenceAnd in the naked light I saw
Ten thousand people maybe more
People talking without speaking
People hearing without listening
People writing songs that voices never shared
No one dared
Disturb the sound of silence“Fools,” said I, “you do not know
Silence like a cancer grows
Hear my words that I might teach you
Take my arms that I might reach you”
But my words like silent raindrops fell
And echoed in the wells of silenceAnd the people bowed and prayed
To the neon god they made
And the sign flashed out its warning
In the words that it was forming
And the sign said “The words of the prophets are written on the subway walls
And tenement halls
And whispered in the sound of silence”The Sound of Silence traduzione
Salve oscurità, mia vecchia amica
sono venuto a parlarti nuovamente
perché una visione che fa dolcemente rabbrividire
ha lasciato i suoi semi mentre dormivo
e la visione che è stata piantata nel mio cervello
ancora persiste
nel suono del silenzioNei sogni agitati io camminavo solo
attraverso strade strette e ciottolosesotto l’alone di un lampione
sollevo il mio colletto al freddo e all’umidità
quando i miei occhi furono colpiti dal flash di una luce al neon
che spaccò la notte
e toccò il suono del silenzioE nella nuda luce vidi
dieci migliaia di persone forse più
persone che parlavano senza dire niente
persone che sentivano senza ascoltare
persone che scrivevano canzoni che non ne avevano mai condiviso le voci
nessuno osava
disturbare il suono del silenzio“Stupidi” io dissi, “voi non sapete
il silenzio cresce come un cancro
ascoltate le mie parole che potrei insegnarvi
prendete le mie braccia che potrei raggiungervi
Ma le mie parole caddero in silenzio come gocce di pioggia
e riecheggiarono nelle sorgenti del silenzioe la gente si inchinò e pregò
al Dio neon che avevano creato.
e l’insegna proiettò il suo avvertimento,
tra le parole che stava formando.
e l’insegna disse “le parole dei profeti sono scritte sui muri delle metropolitane
e sui muri delle case popolari.
E sussurrò nel suono del silenzio”Sheets
Simon & Garfunkel – The Sound of Silence (from The Concert in Central Park)
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Yesterday
Yesterday is a song by the Beatles, composed mainly by Paul McCartney but credited to the Lennon/McCartney duo.
Released in 1965 on the album Help! (and subsequently included in the 45 rpm single Yesterday/Act Naturally.), according to the Guinness Book of Records it is the song that boasts the greatest number of covers, with more than 1,600 recorded versions. According to Broadcast Music Incorporated (BMI) during the twentieth century, it had approximately 7 million radio and television plays in the United States alone.
In 1997 he received the Grammy Hall of Fame Award.
In 1999, a vote conducted by the BBC’s second radio channel among listeners and experts awarded it the most beautiful song of the twentieth century.
In 2000, MTV and Rolling Stone magazine chose it as the #1 pop song of all time.
This song, which is part of the album Help, is among the most listened to and sung of all time. The first version (little more than an audition) dates back to 1964 and the first title that Paul McCartney gave it was Scrambled Eggs.
Unlike all the other Beatles songs, this one is composed by McCartney alone, without the collaboration of John Lennon. Furthermore, in the recording, the other members of the group do not play, but external musicians hired specifically.
The first version was designed by Paul for just voice and guitar, but it immediately appears too simple and “empty”.
Then George Martin, the Beatles’ producer, suggests an accompaniment performed by a string quartet.
The drums are excluded, because the rhythm of the percussion is considered too heavy.
The four musicians who play the strings are so good that they perform the piece only twice: the first time as a “warm-up”, the second as a “good” one (the recording that ends up on the album is called “good”). The result is still a masterpiece.
The piece begins with a brief introduction of the guitar alone playing the initial repeated chord; this is followed by Paul’s voice singing the very famous melody that begins with yesterday, which also becomes the new title of the song. Then the strings enter and accompany the voice until the end, with very refined and discreet sounds and interventions. (from Suona Subito – © ed. Petrini)
Yesterday (Italiano-Italy)
Yesterday è una canzone dei Beatles, composta principalmente da Paul McCartney ma accreditata al duo Lennon/McCartney.
Pubblicato nel 1965 sull’album Help! (e successivamente incluso nel 45 giri Yesterday/Act Naturally.), secondo il Guinness dei primati è il brano che vanta il maggior numero di cover, con più di 1.600 versioni registrate. Secondo Broadcast Music Incorporated (BMI), nel corso del ventesimo secolo, ha avuto circa 7 milioni di spettacoli radiofonici e televisivi solo negli Stati Uniti.
Nel 1997 ha ricevuto il Grammy Hall of Fame Award.
Nel 1999 una votazione condotta dal secondo canale radio della BBC tra ascoltatori ed esperti l’ha premiata canzone più bella del ventesimo secolo.
Nel 2000, l’emittente televisiva MTV e la rivista Rolling Stone l’hanno scelta come canzone pop numero 1 di tutti i tempi
Questa canzone, che fa parte dell’album Help, è tra quelle più ascoltate e cantate di tutti i tempi. La prima versione (poco più di un provino) è del 1964 e il primo titolo che Paul McCartney le assegna è Scrambled Eggs (Uova strapazzate).
A differenza di tutti gli altri brani dei Beatles, questo è composto dal solo McCartney, senza la collaborazione di John Lennon. Inoltre, nella registrazione, non suonano gli altri componenti del gruppo, ma musicisti esterni ingaggiati appositamente.La prima versione è pensata da Paul per sola voce e chitarra, ma risulta subito troppo semplice e “vuota”.
Allora George Martin, il produttore dei Beatles, suggerisce un accompagnamento eseguito da un quartetto d’archi.La batteria viene esclusa, perché la ritmica delle percussioni è considerata troppo pesante.
I quattro musicisti che suonano gli archi sono talmente bravi che eseguono il brano solo due volte: la prima volta come «riscaldamento», la seconda come «buona» (è detta «buona» l’incisione che finisce poi nel disco). Il risultato è comunque un capolavoro.
Il brano inizia con una breve introduzione della sola chitarra che esegue l’accordo iniziale ribattuto; a questa segue la voce di Paul che intona la famosissima melodia che inizia proprio con yesterday, che diviene anche il nuovo titolo del brano. Poi entrano gli archi e accompagnano la voce fino alla fine, con sonorità e interventi molto raffinati e discreti. (da Suona Subito – © ed. Petrini)Text
Yesterday,
all my troubles seemed so far away,
Now it looks as though they’re here to stay,
Oh I believe in yesterday.Suddenly,
I’m not half the man I used to be,
There’s a shadow hanging over me.
Oh yesterday came suddenly.Why she had to go?
I don’t know she woldn’t say.
I said something wrong,
now I long for yesterday.Yesterday,
love was such an easy game to play,
Now I need a place to hide away,
Oh I believe in yesterday.Music sheet
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L’originalità sta nella profonda compassione, nella compenetrazione, nella tenerezza, nell’ emozione che ho cercato di riversare in questa composizione.Ed in questo brano in particolare, dai toni appassionati e malinconici, più generoso e disposto alla confidenza intima, è uno di quelli in cui credo di essere stato più presente fortemente con me stesso, con il cuore.La sua originalità consiste nel fatto di essere tra quelli più intimamente connessi con la parte più profonda della mia anima.Sperando piaccia anche a voi ho il piacere di presentarvi: “November song”.The originality lies in the deep compassion, in the interpenetration, in the tenderness, in the emotion that I have tried to pour into this composition.
And in this particular piece, with its passionate and melancholy tones, more generous and willing to intimate confidence, it is one of those in which I believe I was most strongly present with myself, with my heart.
Its originality consists in being among those most intimately connected with the deepest part of my soul.
Hoping you like it too, I have the pleasure of introducing you: “November song”.
..Official Video “November Song.”
A new single release from Antonio Pisacane
Composer Antonio Pisacane
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Ogni volta che mi assento dalla musica per un bel po’, a causa dei miei (troppi) interessi, mi cresce sempre la sensazione di non saper più fare nulla. Per levarsela l’unica è gettarsi al cimento.
Brano caratterizzato da una tale franchezza e spontaneità melodica (nonostante le armonie sottostanti siano, per lo meno in certi passaggi, anche piuttosto elaborate) da uscire quasi da solo dal punto di vista espressivo. Ispirato alla stagione deli’autunno in cui i celi tersi, le giornate assolate e le notti fresche tingono un pò alla volta la natura di mille sfumature di giallo, arancione e rosso e possiamo ammirare la splendida tavolozza di colori di questa stagione.
Official Video “Sussurri d’autunno.”
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Storie…
Composer, Songwriter and Performer Antonio Pisacane
Capita a volte in alcune situazioni, mentre si sta facendo una passeggiata o si sta leggendo un libro, per esempio, di perdersi nei propri pensieri.
In questi momenti di contemplazione si richiamano alla mente ricordi, sentimenti, considerazioni; ed inizia un piccolo viaggio nell’interiorità.
E così è nata questa canzone scritta quasi di getto, con il testo, poche parole in cui volti, voci, strade, presenze vicine e lontane si sono condensate nei miei pensieri trovando sbocco in queste frasi scorgendo un senso ed una salvifica e liberatoria via d’uscita. Le parole che nascono insieme alla musica hanno un senso ed un significato particolare: la musica arricchisce il senso delle parole con richiami ed allusioni conferendo loro diverse sfumature che ognuno può interpretare e far propri e possono essere di ispirazione per impreziosire la propria galleria di immagini personali.
Storie…
Le storie… dimenticate…
cadute come foglie gialle ormai appassite…
ritornano…in un attimo…
con la forza che ti afferra e ti riportano
A quando io… ero bambino…
e non volevo più restare lì da solo…
E adesso si è fatto tardi
nemmeno tu ti ricordi
a quando io ti guardavo è in
un momento e tu ti perdi…
It sometimes happens in some situations, while you are taking a walk or reading a book, for example, to get lost in your own thoughts.
In these moments of contemplation, memories, feelings, considerations are brought to mind; and a small journey into the interior begins.
And so this song was born, written almost in one go, with the text, a few words in which faces, voices, streets, near and far presences are condensed in my thoughts finding an outlet in these phrases seeing a meaning and a saving and liberating way ‘Exit.
Words that are born together with music have a particular meaning and meaning: music enriches the meaning of words with references and allusions, giving them different nuances that everyone can interpret and make their own and can be an inspiration to embellish their own gallery of personal images.
The Stories…
The stories … forgotten …
fallen like yellow leaves now withered …
they come back … in a moment …
with the force that grabs you and bring you back
When I … I was a child …
and I didn’t want to be there alone anymore …
And now it’s getting late
you don’t even remember
when I looked at you is in
a moment and you get lost …
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Official Video “Adieu”
A new single release from Antonio Pisacane
All rights reserved ©2021 Antonio Pisacane
Spesso compongo un brano in poche ore dando magari l’impressione che anche la composizione di una semplice linea melodica sia una cosa facile. Per comporre questo brano ho impiegato invece diversi mesi, lasciandolo, riprendendolo, ritoccandolo a più riprese. Ho cambiato la tonalità per tre volte, inserito spezzoni, frammenti estrapolati da altri brani che all’opposto rivendicavano maggior diritto di esistenza in questo, finché non ho ottenuto ciò che volevo. Forse suonava meglio in uno degli stadi intermedi, oramai anche irrecuperabili, ma alla fine credo che l’opera debba piacere al suo demiurgo, c’è poco da fare. Ho intitolato questo brano “Adieu “, curioso di conoscere le vostre impressioni. Vi auguro un buon ascolto … un caro abbraccio!
Often I compose a piece in a few hours, perhaps giving the impression that even the composition of a simple melodic line is an easy thing. It took me several months to compose this piece, leaving it, taking it up, retouching it several times. I changed the key three times, inserted clips, fragments extrapolated from other songs that, on the contrary, claimed a greater right to exist in this one, until I got what I wanted. Perhaps it sounded better in one of the intermediate stages, now also irrecoverable, but in the end I believe that the opera should please its demiurge, there is little to do. I titled this song “Adieu”, curious to know your impressions. I wish you a good listening … a warm hug!
Composer and Performer: Antonio Pisacane
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