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  • Notturno – una composizione romantica

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    Breve storia

     

    Il notturno è un brano scritto in forma libera, tipico dell’epoca romantica. È composto da un unico movimento e solitamente è destinato al pianoforte solista. Ha un tempo lento e moderato e un carattere dolce e sognante, raccolto e malinconico, che evoca le atmosfere della notte. 

    Nei secoli XVIII-XIX il tema del notturno coinvolge anche la musica, e il notturno si afferma anche come genere musicale. Inizialmente col termine di musica notturna si designano semplicemente delle composizioni destinate a essere eseguite di notte e di prima mattina, senza nessuna allusione a particolari caratteristiche formali che contraddistinguano questi brani.

    Nell’ambito della music a descrittiva Settecentesca va citato il Concerto per flauto, archi e basso continuo RV 439 di Antonio Vivaldi (contenuto nell Op.X, pubblicata ad Amsterdam nel 1729), intitolato appunto La Notte.

    Fu Mozart il primo a usare il termine Nachtstücke (Brani notturni) ed è celebre la sua Kleine Nachtmusik (Piccola musica notturna) per quintetto d’archi (K 525, del 1787).

     

    Romanticismo e notturno

     

    Con il Romanticismo il titolo di notturno identifica una composizione particolare, generalmente di ritmo sostenuto e dalla melodia piana e cantabile, che si prefigge di evocare un’atmosfera rarefatta e sognante. Lo svilupparsi del notturno come genere musicale procede di pari passo con l’affermarsi della musica a programma, capace cioè di evocare atmosfere particolari o addirittura di descrivere in modo appropriato situazioni o avvenimenti.

    Il primo grande compositore di notturni e inventore del notturno per pianoforte fu pianista irlandese John Field (1782-1837), autore di 16 o 17 notturni, vissuto fra Settecento e Ottocento, nonché allievo di Clementi. Il conto esatto è difficile, perché spesso l’autore ci ha lasciato di una medesima composizione più versioni, tanto diverse fra loro da poter essere considerate ciascuna come un brano autonomo: in realtà il Field diede il titolo di Notturno solamente a dodici di queste composizioni, mentre le altre sono qualificate come Romances o in altro modo. Egli si può considerare il padre dei notturni: composizioni per pianoforte di carattere cantabile, con melodie ispirate al belcanto italiano e di andamento tranquillo. Esse sono per lo più opere in un’unica sezione monotematica, in forma di una monodia accompagnata.

    Il più famoso compositore di questa forma musicale è Fryderyk Chopin (1810 – 1848), che ne scrive ventuno. In queste brevi composizioni egli riesce a ricreare con il pianoforte la leggerezza e la delicatezza del canto di un soprano. Il riferimento al canto è essenziale per comprendere le opere per pianoforte di Chopin, in cui il compositore è capace di esprimere tutte le sfumature dall’anima, proprio come il canto della voce umana.

     

    Notturno op. 9n. 2    

    Il Notturno op.9 n. 2  è una composizione fra le più celebri della storia della musica. Esso è caratterizzato da un accompagnamento sempre uguale, morbido e discreto (affidato alla mano sinistra che esegue le note più gravi), e da un canto molto delicato (affidato alla mano destra che esegue le note più acute).

     

     

     

     

    Ascoltando l’intero brano ci accorgiamo che Chopin ritorna a spesso sulla stessa melodia, ma la rende ogni volta più preziosa e interessante con una serie di abbellimenti tipici della sua scrittura per pianoforte.

    Ecco infatti come si presenta la melodia quando compare per l’ultima volta (sono evidenziate le note uguali alla versione iniziale; tenete conto però che non tutte le note della versione iniziale sono presenti): 

     

     

    Il brano procede su un percorso lineare fin quasi alla fine poi improvvisamente la linea melodica si impenna, diventa più energica e drammatica. È il punto in cui il brano tocca il vernice dell’emozione, poi, attraverso una serie di trilli velocissimi, torna alla calma e alla delicatezza dell’inizio, concludendosi in morbidi accordi.

    Spartito – Notturno op. 9 n°2 

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