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  • Semiografia – notazione musicale (parte 4)

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    Nei articoli precedenti abbiamo detto che semiografia musicale è un insieme di segni e simboli usati per tradurre la musica in una partitura, e quindi registrare il suono sulla carta. In questo articolo proseguiamo parlare di altri termini della semiografia musicale.

     

    I termini della semiografia musicale

     

    Gruppi irregolari e cellule ritmiche

     

    All’interno di battiti regolari accade spesso che vi siano aggruppamenti irregolari di note. Si dice di un gruppo di note che per la loro formazione sono in contrasto rispetto all’indicazione di misura stabilita. I gruppi irregolari non rispetanno la suddivisione regolare dei valori musicali presenti nella battuta.

     Un gruppo di note è considerato irregolare quando in un tempo semplice o composto contrasta con la normale divisione della battuta.

    I nomi dei gruppi più frequentemente usati sono:

    • duina,
    • terzina,
    • quartina,
    • quintina,
    • sestina,
    • settimina,
    • eptina.

    Essi sono sempre indicati da un numero scritto sopra o sotto il gruppo di note. Spesso, per maggior chiarezza, è aggiunto un archetto – una legatura che unisce le note che ne fanno parte (che non è da considerare né una legatura di valore né una legatura di espressione).

    I gruppi irregolari, inoltre possono essere definiti nei seguenti modi:

    1. semplici – quando le note che li compongono hanno tutte lo stesso valore,
    2. composti – quando le note hanno valori diversi,
    3. complessi – quando nel gruppo di note è presente un altro gruppo irregolare.

    Distinguiamo due categorie di gruppi irregolari: quelli irregolari 

    • in relazione alla battuta in cui sono posti (i gruppi irregolari rispetto al tempo);
    • per la loro formazione.

    I gruppi irregolari possono contenere pause, punti di valore e possono scomporsi ritmicamente.

    Le duine e le quartine sono regolari nei tempi semplici ed irregolari nei tempi composti, mentre le terzine e le sestine sono regolari nei tempi composti ed irregolari nei tempi semplici. Tutti gli altri gruppi sono irregolari in entrambi i casi.

     

    La duina e la quartina

     

       Questi due gruppi irregolari si utilizzano quando si vuole portare momentaneamente il ritmo di uno o più movimenti o di una battuta da ternario a binario.  

     

    Duina

     

        La duina  è un gruppo irregolare che rappresenta due note suonate in un’unità di tempo, di solito quando il ritmo è ternario. Un gruppo di due note che al momento ne sostituisce tre e deve essere eseguito con un movimento binario, con accento principale e uno secondario.

                                     tempo semplice                        tempo composto

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    È  anche possibile trovare la duina su un gruppo di tre tempi consecutivi. Se per esempio l’unità del tempo è la semiminima è possibile sostituire a tre normali semiminime due inserite in una duina, cosicché la somma sia uguale a quella di tre tempi, cioè in questo caso al valore di una minima puntata. Ovviamente le possiamo trovare solo nei tempi composti dove tutto e diviso per 3 visto che la figura musicale di riferimento è una figura con il punto (una semiminima col punto equivale a 3 crome, per esempio). Si riconosce sul pentagramma perché  in questo caso invece che un 3 troveremo un 2 ad identificare le note della duina. 

     

     

        Anche qui si potrà notare che in un tempo di 12/8 dovremmo trovare 12 crome  ma ne troviamo 11 perchè una è scomparsa nella duina allungando le altre 2 note di un po’. Nell’esecuzione la prima nota parte all’inizio del tempo (come accadrebbe se fossero 3) e la seconda cade subito dopo il momento in cui doveva cadere la seconda se fossero state 3

       Una duina può anche non essere composta da note eguali, infatti basta che la somma delle durate sia equivalente a quella delle due note uguali. La duina, per esempio, può contenere delle pause. Gli esempi qui sotto sono tutti equivalenti ad una duina formata da due crome.

            La duina è rappresentata da una legatura che unisce le due note (che non è da considerare né una legatura di valore né una legatura di espressione) e un 2 (due) scritto sopra.

     

    Quartina

     

      La quartina è un gruppo di quattro note che deriva per eccesso da un gruppo di tre note oppure per difetto da un gruppo di sei (che al momento ne sostituisce sei note). La quartina viene eseguita con un movimento binario, con due accentuazioni, una ogni due note.

     

     

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         Un gruppo (quartina) costituito da quattro note che, se posta in un tempo semplice, risulta un gruppo regolare, ma, se si presenta in un tempo composto, diventa un gruppo irregolare (si eseguono 4 note anziché 3).

     

    La terzina, la sestina e la nonina

     

      Questi tre gruppi irregolari servono per portare temporaneamente il ritmo di un movimento di un’intera battuta o di un solo frammento di un movimento da binario o ternario.

     

    Terzina

     

     

       La terzina è un gruppo caratteristico dei tempi semplici. In solito è in eccesso, in quanto deriva da un gruppo di due note, ma può trovarsi indicata anche per difetto come derivante da un gruppo di quattro. La terzina riceve laccento sulla prima delle tre note.

       La terzina è composta da tre note e, anche in questo caso, può comportarsi come un grupporegolare in alcuni casi, nello specifico se posto in tempi composti. Quando, invece è postato in tempi semplici, la terzina, è un gruppo irregolare per eccesso.

     

    Una terzina, quando posta in tempi semplici, è un gruppo irregolare che, nell’esecuzione, ha la stessa durata di una duina. Così, come per il solfeggio di una successione di due note della stessa specie, lo stesso tempo viene utilizzato per il solfeggio di una terzina (ponendo per ipotesi lo stesso tempo e suddivisione metrica).

    Vediamo alcuni esempi di terzine:

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       Analizziamo, per prima, una terzina che varia il ritmo di un tempo da binario a ternario. Essa può essere eseguita con un movimento ternario, evidenziato da un accento principale, che dipende dalla posizione in cui la nota si trova rispetto alla battuta, seguito da due secondari.

     

     

       Esistono anche terzine che occupano solo una parte del tempo, oppure due o quattro tempi. 

       Nell’esempio seguente, che fa vedere due battute da 4/4, sono presenti terzine del valore di 1/8, 2/4 e 4/4. Nel solfeggio, andranno eseguite in un mezzo movimento, in due e in quattro movimenti. Per una precisa esecuzione è bene eseguire come nella scrittura del secondo pentagramma.

     

     

    In alcuni casi la terzina si può scomporre come segue:

     

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    Sestina

     

       Un gruppo di sei note che momentaneamente ne sostituisce quattro è chiamato sestina e si esegue con un movimento ternario, con tre accentuazioni, una ogni due note.

     

     

      Un gruppo irregolare, che deriva per eccesso da un gruppo di quattro e raramente da uno di otto. La sestina riceve l’accento su ogni due note, perché teoricamente viene considerata come suddivisione di una terzina, altrimenti si rappresenta come una doppia terzina e gli accenticadono sulla prima nota e sulla quarta nota. In questo caso, la sestina, potrebbe essere pensata come derivazione di una duina.

    Vediamo alcuni esempi:

     

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        Qui sotto vengono confrontate la derivazione dalla terzina (a sinistra) e la derivazione dalla duina (a destra).

     

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       Ricordando che, nel caso a sinistra, gli accenti sono tre mentre, nel caso a destra, sono solo due.

     

        La sestina può avere un’esecuzione tale a quella di un gruppo regolare, ad esempio, quando posta in tempi composti. Se compare in presenza di tempi semplici, invece, non può altro che essere trattata come un gruppo irregolare.

     

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       Una sestina può sostituire anche due o quattro movimenti. Va eseguita tenendo sempre conto della caratteristica ritmica di questa figurazione, che sempre gli accenti sulla prima, sulla terza e sulla quinta nota.

     

     

    Nonina

     

    La nonina è un gruppo composto da nove note. Può anch’esso considerarsi derivato dalla terzina, in quanto, praticamente, è costruito da tre gruppi di note ciascuno.

     

     

     

    Le formazioni miste

     

    I gruppi irregolari possono contenere al loro interno delle formazioni irregolari:

     

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    Gruppi irregolari per la loro formazione

     

     

       Appartengono a questo genere di gruppi irregolari i gruppi di cinque, sette, undici note, ecc. perché la loro formazione non può essere data da alcuna divisione, né binaria, né ternaria. In qualunque misura si scrivono questi gruppi rappresentano sempre una irregolarità di divisione.

      Si eseguono in modo molto uniforme, accentuando solo la nota iniziale, e lasciando scorrere tutte le altre note alla stessa distanza l’una dall’altra.

     

     

     

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    Cellule ritmiche

    Figurazione ritmica 1 – Cellula scatante

     

     

    Una figurazione ritmica particolare, dal carattere scattante ed energico, è quella composta da una croma con il punto e da una semicroma.

    Confrontandola con la quartina di semicrome, possiamo considerarla come formata da tre sedicesimi legati (la croma con il punto) e un ultimo sedicesimo separato.

    Questa figurazione si chiama cellula scatante, è spesso utilizzata in musiche di tipo militare o patriottico, come marce o inni, ma si può trovare anche in brani popolari o in danze come l’habanera (un ballo cubano di origine spagnola).

     

     

    Figurazione ritmica 2 – Cellula polacca

     

     

    Una figurazione ritmica chiamata cellula polacca è formata da una croma e due semicrome.

    In particolare questa figurazione ripetuta più volte, imita del cavallo al galoppo; per questo motivo chiamata anche cellula del galoppo. Queste figure, cosi disposte, conferiscono alla musica un senso di accelerazione.

    Questa figurazione detta polacca, perché è caratteristica di una dana danza originaria della Polonia. La danza polacca viene soprattutto ricordata grazie alle celebri composizioni per pianoforte di F. Chopin. Costruita in tempo ternario, la danza è caratterizzata da questa sequenza ritmica:

     

    Cellula raddoppiata

     

    Una figurazione ritmica che indica l’esecuzione di due suoni di uguale durata, nel tempo di un battito si chiama cellula raddoppiata.

    La figura formata da due crome (ottavi), ognuna durerà mezzo battito. Quando in un motivo musicale si trovano già suoni consecutivi da mezzo battito ciascuno – più crome consecutive – questi si raggruppano in questo modo:

     

     

    Cellula polacca rovesciata

     

    Una figurazione ritmica chiamata cellula polacca rovesciata è formata da due semicrome e una croma.

    La cellula polacca per la sua caratteristica presenta nell’omonima danza, essa è formata dall’unione di una croma e due semicrome. Queste figure, così disposte, conferiscono alla musica un senso di accelerazione. Se invertiamo l’ordine di tali figure, formeremo quest’altra cellula- cellula polacca rovesciata– che invece susciterà nell’ascoltatore un senso di rallentamento.

     

    Figurazione ritmica 5 – Sincope

     

    Alcune combinazioni di semiminime e crome producono ritmi piuttosto complessi, ma assai comuni nei nostri ascolti quotidiani. Una figurazione ritmica molto frequente nella musica jazz e rock è quella ottenuta dal costante spostamento dell’accento musicale rispetto al battito di base, come si può osservare nell’esempio seguente:

     

    Questa tipica accentazione è definita sincope e il ritmo che ne deriva è detto sincopato.

    Sincope è una combinazione ritmica nella quale avviene uno spostamento dell’accento ritmico dal tempo forte o semiforte al tempo debole precedente. Ne consegue che il tempo debole diventa forte ed il tempo forte successivo viene annullato e assimilato al precedente.

     

     

     

    Figurazione ritmica 6 – Contrattempo

     

    Contrattempo è una figurazione ritmica nella quale al posto degli accenti forti vi sono le pauseed al posto degli accenti deboli vi sono i suoni.

     

     

    Può essere:

    • regolare, quando il valore dei suoni e delle pause è di uguale durata:

    • irregolare, quando il valore della pausa è superiore al valore del suono:

    Ulteriori informazioni consulta: Metro ritmico, Tempo, Accenti…, Battiti…

    Consulta anche – Nota , Durata – Valore, Suono

     

    Accordo nella semiografia musicale

     

    Accordo è la riunione simultanea di più suoni di differente altezza disposti secondo un certo rapporto determinato dalla risonanza naturale dei strumenti; rapporto che, nella pratica musicale, viene rappresentato dalla sovrapposizione di due o più intervalli di terza.

          Si usa il termine accordo per esporre più note – almeno tre – che risuonano contemporaneamente, e che vengono  suonate da più strumenti insieme o da più dita, nel caso di uno strumento a tastiera.  Più importante il suono del accordo è il suono più grave, ciò è scritto sul basso . Esso prende il nome di fondamentale (nota fondamentale o basso fondamentale).

     

     

         Esistono molte combinazioni di accordi: triade, settima, nona, undicesima e tredicesima. Essi prendono il loro nome in base alla distanza che vi è fra la nota a basso ( fondamentale) e quella più acuta dell’accordo. Sono numerati adoperando la tecnica del basso numerato ( basso cifrato o basso continuo).

    Per ulteriori informazioni consulta articolo: Armonizzazione della scala maggiore: il procedimento anche: Enarmonico (Enarmonia), Gli accordi (parte 1),  Gli accordi (parte 2)  Accordo

     

    Abbellimenti nella semiografia musicale

     

       In musica, come nelle arti della figura, un ornamento è qualcosa che viene aggiunto a scopo decorativo al corpo principale dell’opera. Nella musica d’arte le varie note ornamentali sono composte coscientemente e chiaramente indicate nella notazione. Gli ornamenti musicali di impiego più comune sono: l’appoggiatura, l’acciaccatura, il mordente (superiore e inferiore), il gruppetto, e il trillo. Le altre tipologie ornamentali che troviamo nei brani sono: il tremolo, l’arpeggio, il glissando, la cadenza, e  la fioritura. Sono simboli che si pongono sopra le note per abbellire il discorso musicale creando passaggi musicali caratteristici. Gli abbellimenti (detti anche ornamenti, fioriture) sono costituiti dall’inserimento nella linea melodica di una o più note la cui funzione non sia strutturale bensì ornamentale e/o espressiva.Sono per lo più indicati mediante note più piccole rispetto a quelle facenti parte di un brano o ponendo dei simboli sopra la nota reale alla quale si appoggiano. L’interpretazione degli abbellimenti presenta difficoltà di comprensione dei simboli, il cui significato può variare in relazione alle varie epoche e ai diversi autori, nonché di ordine estetico, in quanto lasciano sempre all’esecutore un certo margine di discrezionalità.

     

    Appoggiatura

     

    L’appoggiatura appartiene alla famiglia degli abbellimenti musicali. Essa viene rappresentata come una nota di piccole dimensioni unita alla nota reale con una legatura di frase.  Può essere di qualsiasi valore a condizione che minore della nota reale. Se l’appoggiatura è superiore può trovarsi a distanza di un semitono o un tono. Se è inferiore, solo a distanza di un semitono. Il valore di durata dell’appoggiatura è esattamente corrispondente alla figura con la quale è segnata.

     

     

         L’appoggiatura può essere:

    • superiore: quando si trova al di sopra della nota reale; in genere sta ad un intervallo di seconda minore o maggiore;
    • inferiore: quando si trova ad un intervallo di seconda minore o maggiore al di sotto della nota   reale.

     

     

     

           La durata dell’appoggiatura viene calcolata sottraendo alla nota reale il valore indicato dell’appoggiatura stessa. Quindi:

    • Un’appoggiatura da 1/4 su di una nota da 2/4, varrà 1/4.
    • Un’appoggiatura da 1/4 su di una nota da 3/4 varrà 3/4-1/4 = 2/4

          L’appoggiatura può anche essere doppia. In questo senso, la nota reale avrà un valore accorciato del valore delle due appoggiature. Nel caso, però, in cui un’appoggiatura si trovi davanti ad una nota puntata, che rappresenti unità di tempo o di misura, quest’ultima viene sottratta generalmente di 2/3 del proprio valore. L’appoggiatura viene praticamente sempre eseguita in battere (legando con la nota successiva); in tal modo, alla sua evidente funzione ornamentale melodica, si aggiunge una funzione di arricchimento armonico, poiché essa costituisce in genere un elemento estraneo all’armonia della nota successiva. 

     

     

     

     

     

     

    Acciaccatura

     

       Acciaccatura è abbellimento consistente nella rapida esecuzione di una o più note accessorie che precedono immediatamente la nota principale o un accordo. L’acciaccatura (o appoggiatura breve in quanto definibile anche come un’appoggiatura dalla durata brevissima) è disegnata con una o più note di valore breve. Quando è una sola nota, essa è tagliata, per distinguerla dall’appoggiatura, da una linea in diagonale.

     

       

    L’acciaccatura può essere :

    • Singola : rappresentata da una sola piccola nota tagliata  che precede la nota reale ed unita ad essa con una legatura di frase.
    • Doppia o tripla : rappresentata da un gruppo di due o tre piccole note che precedono la nota reale ed unite ad essa con una legatura di frase (nell’acciaccatura doppia e tripla le note dell’abbellimento non vengono tagliate).

     

     

     

    Si esegue molto rapidamente in due modi:

    • in battere ( sul tempo forte della battuta) nella  musica classica e barocca, togliendo il suo valore alla nota reale,;
    • in levare (sul tempo debole della battuta) nella musica romantica. Così l’acciaccatura non toglie il suo valore alla nota reale, anche se si esegue rapidissimamente.

        Acciaccature in battere con risoluzioni

    Esempi di acciaccature:

     

    Acciaccatura su un accordo:

     

     

    Mordente

     

      Il mordente è un abbellimento musicale costruito dalla alternanza del suono reale e del suo ausiliario superiore o inferiore. È un abbellimento il cui effetto è la veloce successione di tre, quattro o cinque note, per grado congiunto. L’esecuzione del mordente deve essere rapida e proporzionata allandamento della melodia. Occorre a dire che, a seconda del tempo di esecuzione, il suono reale cede la quarta parte, la terza parte o anche la metà del suo valore alle note ausiliarie. Deve essere eseguito sempre in battere.

     

    Questo abbellimento è rappresentato da una linea a pieghe nette posta sopra alla nota abbellita

     

    Il mordente può essere:

     

    • semplice: il mordente è semplice quando le note ad alternarsi sono tre. Può essere superiore o inferiore:
      • superiore: la prima è la nota reale, sulla quale è posto il simbolo del mordente; essa muove per grado congiunto alla nota successiva (secondo il ordine diatonico) e poi di nuovo alla nota reale. 
      • inferiore: la prima è la nota reale, sulla quale è posto il simbolo del mordente; essa muove per grado congiunto alla nota precedente (secondo la disposizionediatonica) e poi nuovamente alla nota reale.
    • doppio: il mordente è doppio quando è formato dall’unione di due mordenti, autonomamente dal fatto che siano inferiori, superiori o di tipo diverso. Il risultato sarà una quartina o cinquina di note eseguite con la suddivisione di terzo grado sulla prima suddivisione della figura sulla quale è posto. Se la figura stessa è una suddivisione, il mordente la occuperà per intero (creando un trillo)

     

     

     

     

        Sopra o sotto i mordenti è possibile trovare delle alterazioni (bemolle , diesis o bequadro ) che si riferiscono alla seconda nota ausiliaria del mordente (e anche alla quarta nel caso di mordente doppio). In tal caso bisogna indicarlo nei seguenti modi :

     

     

       Appena prima del mordente ci può essere un’ulteriore nota ausiliaria superiore o inferiore che serve in genere per non interrompere l’andamento della melodia. Considerando la durata di questa nota iniziale e della espressione con cui è suonata esistono due variazioni:

    • una piccola linea verticale posta davanti al mordente significa che l’esecutore dovrà mettere un piccolo accento o almeno trattenersi sulla nota ausiliaria. A seconda se la linea è posta al di sopra o al di sotto del mordente la nota ausiliaria sarà superiore o inferiore;
    • una piccola linea verticale e ricurva verso l’esterno posta davanti al mordente voler dire che l’esecutore dovrà eseguire la nota ausiliaria senza trattenersi molto facendo, se vuole, un leggero rallentando. A seconda se la linea ricurva è posta al di sopra o al di sotto del mordente la nota ausiliaria sarà superiore o inferiore.

     

                                                                 Risoluzioni con nota anteposta.

     

       Dobbiamo aggiungere che nell’ambito della musica antica l’esecuzione del mordente segue la forma sopraesposta. Nella musica moderna e romantica il mordente semplice può essere eseguito come se fosse una terzina.

     

     

    Trillo

     

                                                                           Segni grafici del trillo

          Trillo è rappresentato con la scritta: “tr.” o “trill.” seguita da una lineetta che percorre tutta la durata della nota e può anche protrarsi per più battute.

     Il trillo consiste in un veloce e continuo scambio fra la nota abbellita (detta nota reale) e la sua ausiliaria superiore. La velocità dei soprannominati scambi non è quantificabile e ogni esemplificazione con equivalenze di durata ha una validità solamente illustrativa, questo perché la velocità degli scambi può variare in base all’agogica del testo e alla natura dello strumento utilizzato.

     

     

    Diverse tipologie di trilli:

     

      Il trillo può cominciare con il suono reale e si chiama trillo diretto, oppure può cominciare coll’ausiliare superiore e in tal caso si chiama trillo rovesciato. Il trillo rovesciato indicato con una piccola nota (acciaccatura) che precede il suono reale.

     

                                                                     Trillo diretto e rovesciato

     

     

     

    Il trillo può essere preceduto e seguito da una o più piccole note che servono come preparazione e risoluzione. Queste piccole note entrano a far parte della successione di note formanti il trillo, senza alternarne la velocità e la durata.

       Trillo preparato consiste in un trillo preceduto da un’acciaccatura di più note.

     

                                                                         Trillo Preparato

     

     

     

    Trillo preparato con risoluzione (con chiusura) è in un trillo, preceduto e seguito da un’acciaccatura di più note. L’acciaccatura che precede il trillo ha una funzione preparatoria (volendo anche per rovesciare il trillo). Mentre l’acciaccatura posta dopo il trillo ha una funzione di risoluzione, in modo da concludere il trillo in perfetta coincidenza con la nota a seguire.

     

                                                       Trillo Preparato con risoluzione (con chiusura)

     

     

     

         Trillo su una nota puntata –  quando la nota abbellita possiede il punto di valore, l’ultima nota del trillo deve avere una durata pari al valore del punto.

     

                                                                     Trillo su una nota puntata

     

     

     

    Trillo con alterazione –I trilli possono anche possedere delle alterazioni, Esse vengono segnalate sopra la scritta “tr.”dell’abbellimento.

     

                                                                       Trillo con alterazione

     

        

     

    Trillo su una nota legata

     

                                                                  Trillo su una nota legata

     

     

    Trillo di fine periodo è un trillo posto su la parte conclusiva di una battuta e risolve sulla nota della battuta a seguire. Può anche capitare che la risoluzione (o conclusione) del trillo sia obbligatoria anche se non è segnalata.

     

                                                              Trillo di fine periodo

     

     

    Gruppetto

     

         Il gruppetto è un abbellimento formato dall’alternarsi del suono reale con i suoni ausiliari superiori o inferiori. Se viene eseguita prima la nota superiore il gruppetto è detto dritto o diretto,viceversa se viene eseguita prima la nota inferiore il gruppetto è detto rovesciato. Il gruppetto può partire dalla nota reale o dalle note contigue, consistendo nei due casi rispettivamente di cinque o quattro note.

    Può essere considerato nella sua configurazione come l’unione di un mordente superiore e di uno inferiore.

     

                              Gruppetto diretto                                           Gruppetto rovesciato

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    Il gruppetto può essere:

    • su una singola nota
    • tra due note di differente altezza: si esegue come parte del valore della prima nota, e lo si può sviluppare come quartina o come quintina;
    • tra due note di stessa altezza: si generalmente esegue come una terzina o, fondendo la nota fondamentale e quelle dell’abbellimento, in una quartina;

     

     

    • su una nota puntata;

     

     

         Se la nota che precede il gruppetto è prolungata da un punto di valore, è d’uso che la nota finale del gruppetto coincida, nella durata, con il punto.

    Quando il punto è parte dell’unità di misura o di tempo, il gruppetto utilizza l’ultima suddivisione del valore:

    In base al ritmo, il gruppetto può avere le seguenti caratterizzazioni:

    • su una nota puntata: si esegue come una quartina se è sulla nota reale;
    • con ritmo binario su una nota puntata : si esegue in genere come una terzina e sul punto cade la nota reale;
    • su una nota puntata o legata che indica l’unità di un tempo nelle misure ternarie o di tempo composto: si esegue al posto del punto o della nota legata;
    • in un ritmo sincopato: si esegue sul tempo forte;
    • su una nota il cui abbellimento inizia con una nota della stessa altezza della nota reale: si esegue con la nota reale al fine di non interrompere l’andamento della melodia, l’abbellimento è quindi di cinque note;
    • nei tempi veloci: è in genere una quartina o una quintina che occupa tutto il valore della nota ornata;
    • in un accordo: si esegue insieme all’accordo.

     

    Tremolo

     

     Tipico degli strumenti ad arco e consiste nella rapida e continua ripetizione della stessa nota. l nome tremolo è usato per abbellimenti diversi a seconda degli strumenti che ne fanno uso. Generalmente consiste nella ripetizione molto rapida di una nota per la durata della nota stessa (a differenza del trillo, in cui si alterna la nota reale con quella superiore).

    Questo abbellimento si usa anche nel pianoforte, dove si comporta come un trillo; l’unica differenza sta nel fatto che il tremolo viene usato per salti di terza o più (Do – Mi) mentre il trillo usa solo salti di seconda ascendente.

     

     

    Il segno grafico del tremolo è dato da tre strisce spesse e oblique. Se si tratta di un tremolo eseguito sulle stessa nota allora il segno sta sul gambo della nota stessa, se il tremolo è eseguito con due note allora il segno si mette tra le due. La notazione antica riguardo al tremolo eseguito con due note prevedeva anche che si mettessero le due note sotto forma di bicordo e poi che si applicasse il segno del tremolo sopra di esso.

            Tremoli su note singole

           Tremoli su coppie di note

     

    Arpeggio

     

     

    Esso è rappresentato per mezzo di una linea ondulata posta verticalmente prima dell’accordo abbellito e Indica che le note sono da eseguirsi una dopo l’altra in rapida successione a partire dalla nota a basso; le note arpeggiate devono essere tenute per tutta la durata dell’accordo.

     

     

                                                                    Notazione di accordo

              Arpeggio con note mantenute

    Il termine arpeggio deriva dalla parola arpa, poiché è un abbellimento derivante dalla tecnica di questo strumento; è utilizzato negli strumenti a tastiera.

    L‘arpeggio, anche noto come arpeggiato è un abbellimento che si applica a un accordo, detto quindi arpeggiato o spezzato, in cui le note vengono eseguite in successione più o meno rapida anziché simultaneamente. L’arpeggio si suona generalmente dalla nota più bassa a quella più alta; nel caso occorra suonarlo alla rovescia (viene allora detto rovesciato), ciò può essere indicato da una lineetta trasversale sull’accordo. Nel caso in cui la lineetta sia dal basso verso l’alto, l’andamento dell’arpeggio va dalla nota più grave alla più acuta; viceversa nel caso in cui la lineetta sia dall’alto verso il basso l’andamento dell’arpeggio va dalla nota più acuta alla più grave. Nel caso in cui non sia posto questo segno l’arpeggio può essere eseguito a libera interpretazione di chi lo suona, seguendo generalmente l’andamento della melodia.

    Nelle partiture pianistiche se il segno dell’arpeggio si trova su tutti e due i pentagrammi (in chiave di basso e di violino) alla stessa posizione di una certa battuta ci possono essere due tipi di esecuzioni:

    • le note dell‘arpeggio devono essere eseguite una dopo l’altra partendo dalla chiave di bassofino a quella di violino (o viceversa) nel caso in cui il segno di arpeggio abbracci tutti e due i pentagrammi senza interrompersi;
    • le note dell’arpeggio devono essere eseguite contemporaneamente sia sulla chiave di bassoche su quella di violino (in modo ascendente o discendente) nel caso in cui il segno di arpeggio si interrompa tra i due pentagrammi.

    Tra le varianti di esecuzione di un accordo, ce ne sono anche alcune riguardanti la durata delle singole note facenti parte dell’accordo. Le note dell’accordo infatti, oltre ad essere eseguite in successione, possono essere anche pizzicate, legate (e quindi non mantenute), o mantenute una dopo l’altra per tutta la durata dell’accordo. In genere se quest’ultima risoluzione ha una certa importanza l’autore lo specifica realizzando le note dell’accordo con legature di valore che si trascinano fino all’ultima nota

     

    Glissando

     

    Questo effetto viene rappresentato con una linea ondulata posta diagonalmente fra due note di altezze diverse; è tipico degli strumenti senza tasti (archi e tromboni) e consiste nell’esecuzione di una rapidissima scala (sia essa cromatica o diatonica).                                                              

                                                                 Notazione di glissando

     Il glissando o glissato  consiste nell’innalzamento o nell’abbassamento costante e progressivo dell’altezza di un suono, ottenuto a seconda dei vari strumenti in diversa maniera.

     Il glissando viene segnato facendo seguire alla nota iniziale una linea nella direzione voluta e corredata spesso dall’abbreviazione gliss.; a volte è utilizzata una linea a serpentina. Nella notazione per voce, inizialmente fu utilizzata una legatura non dissimile dalle legature di frase, ma limitata a due note adiacenti di altezze diverse.

    Ecco a seguire alcuni esempi illustrati dei glissando, si ricorda che i valori dati all’abbellimento sono puramente indicativi, questo perché l’esatta durata non è quantificabile e varia in base all’agogica del brano e allo strumento adoperato.

     

     
     
     

    Fioritura

     

    La fioritura è una successione di note veloci, che non di rado contengono passaggi cromatici, inserita in qualsiasi punto del brano. Le note della fioritura sono più piccole e sono eseguite quasi improvvisando, senza rigide regole ritmiche. Essa  è rappresentata da un gruppo di note che viene inserito come “ornamento” all’interno di un brano con il fine di arricchirne l’esecuzione.

     

                             Fioritura dal concerto in Fa minore di Fryderyk Chopin

     

    Ulteriori informazioni consulta gli articoli: Semiografia – notazione musicale (parte 1), Semiografia -notazione musicale (parte 2), Semiografia – notazione musicale (parte 3).

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